E-commerce Google: qualcosa sta cambiando


google: come si evolvono e-commerce e ricerca


Di recente, l’e-commerce su Google sta cambiando ed è poco chiara la direzione verso cui si sta muovendo.

Non è una novità che Google cerchi di tenersi stretti gli utenti offrendo risposte sempre più complete e personali a tutte le domande di ricerca.
Che siano esse “informazionali”, “navigazionali” o “transazionali” non fa differenza. Il motore di ricerca vuole soddisfare a pieno il bisogno di chi effettua una determinata query.

Però, fa discutere molto questo modo che ha Google di andare incontro agli utenti, decidendo quasi per loro e stimolandoli sempre meno a cercarsi una risposta navigando tra i migliaia di risultati offerti, infliggendo così un duro colpo ai risultati organici (ottenuti con tanta fatica…).

Lo stiamo vedendo nel campo della ricerca dei testi delle canzoni, dove come primo risultato di ricerca – infischiandosene altamente di chi, da tanti anni, lavora in questo campo e fa a cazzotti per guadagnarsi la prima posizione – ci appare un “featured snippets” di Google Play Music con un’anteprima del testo della canzone e un link “testo completo” che porta sulla landing page dove è possibile leggere la canzone ed eventualmente acquistarla.
Come a dire:- “Ecco, questo è quello che veramente vuoi”.

risposta google per testo canzoni

Un esempio di risultato di ricerca per testo canzone

In questi mesi, Google sta anche testando Showcase Shopping ads, per le ricerche con chiavi “non-brand” come “scarpe da donna” oppure “attrezzi giardinaggio”, che propone gli ads con un immagine principale, due piccole immagini laterali relative al prodotto cercato, più un messaggio promozionale sotto l’immagine.
Cliccandoci, si arriva sulla landing page dedicata del venditore, dove si concluderà la vendita, il tutto senza dover lasciare il motore di ricerca.

showcase shopping ads google

Anche in questo caso, Google rende più appetibili i risultati sponsorizzati. Quelli di coloro che hanno pagato per essere li, dando molta meno rilevanza ai risultati non a pagamento (quelli organici, quelli di qualità) che continuano ad apparire come una sfilza di link blu poco attraenti.

E vogliamo parlare dei test e dei grandi passi avanti che sta facendo con la vocal search…? (magari in un altro articolo)

Provando a fare una ricerca su Google Shopping , per esempio cercando “blue shoes” (l’ho fatta su google.co.uk perchè su .it non è ancora così), si percepisce un’esperienza utente molto più coinvolgente.
La vasta gamma di prodotti offerti, da più venditori, nello stesso posto; la possibilità di comparare i prezzi delle offerte, senza dover caricare i vari domini; il mobile friendly..; sono tutte prerogative che fanno la differenza!

google shopping risultato di ricerca scarpe blu

in foto, ho cerchiato la dicitura “risultati sponsorizzati” perchè sembra quasi che Google lo voglia nascondere agli utenti che gli articoli proposti occupano uno spazio acquistato.

 

E se Google decidesse di rimpiazzare i risultati organici con questo tipo di risultati?
Come si devono muovere i webmaster per affrontare questa nuova possibile sfida?

In questo caso, i miei consigli sono i seguenti:

  1. strutturare sempre meglio i siti (consiglio l’uso del JSON-LD);
  2. dare quante più informazioni possibili (corrette) a Google per apparire nei primi posti della SERP;
  3. creare ottimi contenuti per fidelizzare i clienti;
  4. usare le API di Google.

Per chi volesse aggiungere qualcosa, può lasciare un commentare di seguito oppure contattarmi in privato. Sono a vostra disposizione!


Informazioni su Gennaro Esposito

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