Migliorare la SEO con il Web Writing   Questo articolo è stato aggiornato recentemente!


Ci sono tanti articoli online che accomunano web writing e SEO.

Beh, scrivere in un certo modo, e rispettare determinati parametri, aiuta sicuramente nella comprensione di un testo e nella sua indicizzazione, ma da solo il web writing non può decidere il posizionamento su Google, e le tecniche di scrittura non sono neppure considerate come fattore diretto di ranking.

Quindi forse si può fare riferimento al web writing come ad “una branca della SEO”.

Proviamo a capirci qualcosina in più, riordinando le idee (e le convinzioni) su ciò che vuole big G. dai risultati di ricerca, e quali sono rilevanti per lui.

collegamento tra SEO e web writing

Il Web Writing è una branca della SEO

 

Cos’è e a cosa serve il Web Writing.

Il web writing è il lavoro che consiste nello scrivere contenuti specifici per pagine di siti internet, per schede di e-commerce, e per i blog (e qui mi fermo con la definizione perché non sono un web writer e non voglio far incavolare nessuno.. :), però ti condivido il link all’articolo del web writer Riccardo Esposito, dove spiega il web writing dalla A alla Z).

Ovviamente, chi di professione fa il web writer DEVE studiare a fondo ogni settore per cui dovrà scrivere per tre motivi:

  1. evitare di stilare fesserie e procurare un danno anziché dei benefici;
  2. saper utilizzare il giusto tono;
  3. conoscere il modello da utilizzare.

Due figure simili, ma con compiti decisamente diversi, sono i blogger ed i copywriter (o semplicemente “copy”), questi ultimi dediti a comporre testi pubblicitari per campagne di qualsiasi tipo e forma, mentre i primi gestiscono un blog dove divulgano il proprio sapere, a scopo lucrativo e non.

Tornando ai web writer, chi scrive contenuti online deve dar conto a due “categorie di lettori”: gli utenti (quindi la categoria “umani”) e i motori di ricerca (cioè la categoria “macchina/intelligenza artificiale”).

Entrambe le figure sono importanti, se oltre ad offrire un testo utile vogliamo anche che esso serva all’indicizzazione ed al posizionamento, ma è abbastanza netta la differenza d’interesse di una e dell’altra figura, in quello che leggono.

Google se ne interessa per poter offrire il miglior risultato alle query di ricerca (stop).
Gli utenti invece fruiscono dei contenuti per soddisfare i loro bisogni, e dal soddisfacimento di essi ne derivano le conversioni.

Quindi, mi sento di affermare che lo scopo primario del web writing è accontentare l’utente fornendogli un contenuto utile e di qualità che lo spinga a:

  • rimanere sul sito più a lungo possibile;
  • effettuare degli acquisti;
  • mettersi in contatto con l’azienda;
  • scaricarsi del materiale online;
  • abbonarsi a dei servizi;
  • iscriversi alla newsletter;
  • condividere;
  • ………………. e chi ne ha più ne metta.

 

Lato SEO, come si può beneficiare del Web Writing.

Come afferma Paul Haahr, Ingegnere del ranking di Google, le metriche chiave che il team ranking utilizza per dare un punteggio ai risultati di ricerca, e quindi deciderne il posizionamento, sono:

  • Rilevanza: corrispondenza del contenuto con l’intenzione di ricerca (La pagina è utile per l’utente?);
  • Qualità;
  • Velocità di restituzione del risultato.

 

Inoltre, l’Ing. Paul sostiene che tra le tante informazioni utilizzate da Google per dare un punteggio alla pagina, ci sono:

  • lingua utilizzata;
  • mobile friendliness;
  • numero di apparizione della keyword;
  • sinonimi;
  • prossimità.

 

Conclusioni.

Quindi, provando a trarne delle conclusioni, per far si che un contenuto dia un supporto concreto alla SEO nel migliorare visibilità e performance di un sito internet (vetrina, e-commerce, blog) bisogna che esso sia:

  1. Per l’utente:
  • UTILE
  • COMPLETO
  • CON VALORE AGGIUNTO
  1. Per Google:
  • COMPRENSIBILE
  • RILEVANTE
  • SPECIFICO
  • SNELLO/PULITO
  • ASSIMILABILE E FRUIBILE VELOCEMENTE

 

Ringraziamenti:

Ci tengo a ringraziare pubblicamente il SEO Emanuele Vaccari, che con il suo articolo su “come funziona il motore di ricerca Google” è stato di spunto per la stesura di questo articolo.

Inoltre, di seguito condivido un link ad un post del blog MOZ (in inglese), dove Rand Fishkin spiega cosa NON è un fattore diretto di ranking.
Ti consiglio la lettura (oppure la visione del video).
> Fonte utile su cosa non è un fattore diretto di ranking per Google.


Informazioni su Gennaro Esposito

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